In breve

Petralia Sottana e il suo territorio

Il centro urbano di Petralia Sottana confina con il Massiccio centrale delle Madonie ed è sede dell’Ente Parco omonimo.

Il suo vastissimo territorio, che si estende dalla provincia di Caltanissetta al cuore delle Madonie, (una volta molto più esteso poiché comprendeva anche il territorio di Castellana Sicula) presenta una infinita varietà di paesaggi: dalle sconfinate estensioni cerealicole dei territori del feudo di Tudia (dall’arabo Tutia, gelso), che comprende il veneratissimo Santuario del Signore di Belice, al paesaggio alpestre di Piano Battaglia, seconda località sciistica di Sicilia.

Basta allontanarsi brevemente dal centro abitato per immergersi in un paesaggio unico per particolarità geologiche, di vegetazione, fauna e antropizzazione del territorio.

In prossimità dell’abitato, la Rocca delle Balate con il sito archeologico della Grotta del Vecchiuzzo, è la zona ove sorgevano le cave di gesso dove tuttora si scorgono, tra la fitta vegetazione, le tracce di fornaci e vasche in pietra.

Risalendo il fiume Imera, ci si ritrova in contrada Gisa, famosa da sempre per la coltivazione dei vigneti e una volta ricca dei tradizionali palmenti di cui rimangono alcune testimonianze. Salendo verso il monte Alto che domina la valle con il suo Santuario dedicato alla Madonna, è “a Cedda”, luogo tradizionale di pascoli e “marcati”. Continuando a risalire sempre il fiume in contrada Alastri, ci si imbatte nella Centrale idroelettrica di Catarratti (che prende il nome dalle sorgenti omonime) in funzione dal 1907 al 1976, e ora interessante sito di archeologia industriale.

Lungo tutti i torrenti che alimentano il fiume Imera era frequente incontrare diversi mulini, di cui ancora ne persistono alcuni esemplari. Sempre in contrada Alastri, il Ponte di Pietra, affascinante nella sua struttura, che utilizza come sostegni la particolare conformazione rocciosa.

In contrada “San Brancato” (San Pancrazio) il suggestivo ponte omonimo di costruzione romana altomedievale, che attraversa il torrente Mandarini, rispecchiandosi nella superficie d’acqua a conca che viene denominata tradizionalmente “gorga” che conferisce un carattere pittoresco al paesaggio. Lungo queste due contrade, nelle prossimità dei ponti si intravede ancora l’antico selciato delle “trazzere rege” sorte sui percorsi tracciati dai romani.

Non distante dal ponte di “San Brancato” e ben visibile dalla contrada omonima, si erge lo sperone roccioso denominato “Vazu di Santu Tieru” (Rocca di Sant’Otiero), un caratteristico dente di pietra di interesse geologico, da cui sono state cavate le colonne monolitiche della Chiesa Madre e in cui sono ancora visibili le tracce di colonne abbandonate poiché spezzate nell’atto di  estrarle  dalla roccia.

In contrada “San Miceli”, ove sono ancora visibili i resti di un insediamento umano di origine altomedievale, di rilevante interesse archeologico.

Allontanandosi sempre di più dal centro abitato ci si immerge totalmente nello spazio naturale. In contrada Gorgo Nero, troviamo uno dei territori umidi più caratteristici, dove lo stagno (gorga) è luogo di ritrovo per le specie ornitologiche, mentre la fontana detta dei “Mannarini” è luogo di ritrovo e di refrigerio per quanti vi transitano.

Tra i numerosi fenomeni geologici, è da segnalare la breve cascata Scopalacqua, nel vallone omonimo e, a contrada Pomieri, il Pizzo Canna, che precipita perpendicolarmente giù sul fondo nel florido Vallone Canna di fronte al quale si trova un caratteristico “marcato” di bovini detto Casa La Pazza

Particolarmente suggestivo è il territorio man mano che ci si inoltra; è quindi difficile descriverne tutte le peculiarità e le caratteristiche data la sua vastità, ma sicuramente possiamo ricordare le più importanti.

Piano Battaglia con la sua vasta depressione carsica ai piedi del Monte Mufara,  Piano della Battaglietta, al centro della quale sprofonda l’omonimo inghiottitoio.

I fenomeni carsici delle Madonie contraddistinguono un ambiente singolare dove, grazie all’ abbondante piovosità e alla persistenza del manto di neve, si consente una erosione prolungata, costituendo in superficie doline, valli morte e inghiottitoi, e nel sottosuolo grotte, pozzi e abissi. Questi territori montani inoltre rivestono notevole interesse per l’esistenza di importanti resti fossili.

Petralia Sottana, non è solo centro urbano, ma un territorio esteso e ricco da scoprire in tutti i suoi aspetti.

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